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Nome e Cognome: Emilio AllegriAllegri Emilio

Data di morte: 11/02/1955

Cantiere: Mori

Dinamica dell'incidente e fonte:

Dal 12° rapportino quindicinale dei lavori inviato dall’Ufficio del Genio Civile di Trento al Magistrato delle Acque di Venezia:

“Il giorno 11 alle ore 13,40 nel Cantiere di Mori nel corso degli scavi di sbancamento per dar luogo all’ opera di presa, è avvenuto un incidente che è risultato mortale per il minatore Emilio Allegri di Besenello investito dal materiale di un carrello, rovesciatosi per cedimento di una rotaia”

Testimonianze

IN MEMORIA DI NOSTRO PADRE EMILIO ALLEGRI

In occasione della serata all'auditorium di Mori, il 21 marzo 2014, noi figli vogliamo onorare nostro padre con il ricordo che abbiamo dell'incidente, ricordo formatosi anche attraverso le parole della nostra mamma. Leggendo le interviste agli operai abbiamo apprezzato il fatto che venivano sempre chieste notizie degli incidenti mortali e che qualcuno ricordava il fatto di nostro padre. Nostro padre lavorava per la ditta Farsura al cantiere di Mori alla realizzazione della galleria Adige-Garda.Era sposato con Battisti Sofia e avevano avuto tre figli. Abitava a Besenello, ma era di origini venete, terzo di sei figli.Il giorno che ebbe l’incidente io e mia sorella stavamo andando a comperare il pane alla cooperativa. Una macchina nera arrivò in quel momento. Era raro vedere macchine in paese a quel tempo, per questo ci fermammo incuriosite a guardare. Scesero tre uomini e salirono subito nella nostra casa. Poco dopo sentimmo urlare la mamma. La accompagnarono all’ospedale di Rovereto dove trovò suo marito in fin di vita. Dopo poche ore il papà moriva. Quel giorno a lui non toccava lavorare, ma poiché l’indomani sarebbe dovuto andare nel Veneto dalla sua famiglia di origine ad aprire il testamento del padre appena deceduto, aveva scambiato il turno con un collega. Un carrello carico di materiale, in seguito alla rottura del binario soprastante, gli era precipitato addosso. Aveva quarantaquattro anni, la mamma trentatre, io cinque, mia sorella quattro e mio fratello un anno. Era l’undici febbraio del ‘55. Ci fu un processo per come era morto nostro padre. Il responsabile del cantiere, un giovane geometra fu accusato di non aver rispettato le norme di sicurezza. La mamma raccontò per anni, che al processo piangeva singhiozzando, el pianzeva come en matelot, el me feva en pecà! Non si costituì parte civile perchè non voleva rovinargli la vita e non le avrebbe restituito il marito, e accettò una somma che la ditta le propose. Con quella acquistò un appartamento a Trento pensando, con coraggiosa lungimiranza, che sarebbe stato più comodo per i figli frequentare le scuole visto che in paese c’erano solo le elementari. Quando venimmo a Trento era la fine degli anni ’50.

Antonio Allegri, Maria Doris Allegri e Lucia Allegri