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Grenzpfade

Dopo la terza edizione di “Sentieri di confine. Segni da ritrovare della Prima guerra mondiale nell’Alto Garda e Ledro. Colpire a distanza dalla preistoria alla Terza guerra

mondiale”, uscita nel maggio 2015 si è sentita l’esigenza di far conoscere il territorio con la chiave di lettura della Prima guerra anche al mondo tedesco. Ed è così che da qualche mese è a disposizione una quarta edizione in tedesco, dovuta soprattutto al lavoro certosino di Eugen Henner Poitiers. In effetti si tratta di una nuova edizione rivista e corretta e perfino ampliata con un contributo sulla filatelia che non c’è sull’edizione italiana. La terza edizione è arrivata dopo sette anni dalle due precedenti, che avevano avuto un esito fortunato quasi immediato andando praticamente esaurite nel breve giro di qualche anno. La richiesta di una nuova ristampa era stata richiesta da più parti ma l’esitazione era tanta, sia per le innumerevoli pubblicazioni che nel frattempo erano state date alle stampe, sia per l’innata propensione di rifuggire a momenti solenni come il Centenario. Con le prime due edizioni si era tentato di far conoscere il nostro territorio con la lente di ingrandimento della Prima guerra per un pubblico curioso che amava semplicemente i nostri incantevoli luoghi e montagne che erano stati travolti da un evento nefasto. E allora avevamo indicato venti percorsi da fare facendosi accompagnare dalle storie di quasi un centinaio di protagonisti di allora impegnati sui due fronti. Ma poi ci si accorse che non era abbastanza conoscere: si voleva capire come mai l’umanità si fa accompagnare da sempre da questo innato istinto autodistruttivo percorrendo sentieri che fatalmente vanno sempre al di là del confine. Su questa mulattiera esistenziale di ricerca ci siamo imbattuti in un maestro, in un faro che ci ha illuminato il percorso allargandoci la visuale: del resto quelli più bravi sono necessari per spronarci e renderci migliori. Così è stato con Paolo Rumiz, che ci ha ampliato la visuale e ci ha invitato a raccontare la guerra ed i suoi orrori. E’ nata così la terza edizione di Sentieri di confine, che cerca di dare qualche risposta al perché della guerra e non solo al come si fa la guerra: vengono comunque riproposti, aggiornandoli con materiale nuovo, i venti percorsi, mentre gli infaticabili battitori delle nostre montagne troveranno pane per i loro denti nella terza parte del libro, quella che censisce i “segni” delle campagne garibaldine ma soprattutto della Prima guerra mondiale. Con un’avvertenza: è ovvio che questa catalogazione, anche se frutto di anni di peregrinazioni di un bel gruppetto di appassionati, non può essere considerata di certo completa e quindi invitiamo chi ha ulteriori indicazioni a darci una mano a completare il censimento. Ora anche il mondo tedesco può avvicinarsi in modo agevole a questo argomento e, stando ai primi riscontri, lo sta facendo in modo inatteso ed entusiastico.

Buona lettura

 

Diese dritte Ausgabe erscheint nun sieben Jahre nach den erfolgreichen beiden vorausgegangenen, die bereits nach wenigen Jahren vergriffen waren. Die Frage nach einem Neudruck wurde von mehreren Seiten an uns herangetragen, doch wir behandelten sie eher zögerlich, sei es wegen der zwischenzeitlich zahllosen  Veröffentlichungen zum Thema, sei es wegen der uns innewohnenden Neigung, solch feierliche Momente wie den hundertsten Jahrestag, zu vermeiden. Absicht der beiden vorherigen Ausgaben war, ein wissensbegieriges, unsere bezaubernde Landschaft und Gebirgswelt liebendes Publikum diese Gegend durch die Brille der unheilvollen Ereignisse des 1. Weltkriegs schauen zu lassen. Also zeigten wir zwanzig Wegstrecken zur Erwanderung in Begleitung einer Schar von etwa hundert Protagonisten auf, die damals sowohl auf der einen als auch der anderen Seite der Front den Krieg erlebten. Doch dann wurde uns klar, es reicht nicht aus die Fakten zu kennen. Wichtig ist vielmehr, Antworten auf die Frage zu finden, warum der Mensch in seinem Selbstzerstörungstrieb sich immer wieder gerade auf Grenzpfade begibt. Unterwegs auf diesem Maultierpfad auf der Suche nach Antworten stießen wir auf einen Meister, auf einen Leuchtturm, der unseren Pfad zu erhellen wusste. Sind doch stets die besten vonnöten, um uns in unserem Ehrgeiz anzuspornen und uns besser werden zu lassen. So auch uns geschehen mit Paolo Rumiz, der unseren Pfad  erleuchtete und uns aufforderte, den Krieg und seine Schrecken zu erzählen. Auf diese Weise ist diese dritte Auflage der „Grenzpfade“ entstanden. Ein Versuch, nicht nur Antworten auf die Frage nach dem Wie, sondern auch nach dem Warum des Krieges zu finden. Außerdem zu beleuchten, welcher Zusammenhang besteht zwischen dem „Treffen auf Entfernung“ und der Entwicklung der Festungstechnik. Die zwanzig Tourenvorschläge der ersten und zweiten Ausgabe sind auf den neuesten Stand gebracht und durch neues Material ergänzt. Zu guter Letzt haben wir als Schmankerl für den unermüdlichen Tourengeher ein drittes Kapitel über die „Denkmäler“ der Feldzüge der Garibaldiner und vor allem des 1. Weltkrieg angehängt. Ein Hinweis sei uns gestattet: Es ist nur offensichtlich, dass diese Auflistung keinen Anspruch auf Vollständigkeit erhebt, auch wenn sie die Früchte der Arbeit und jahrelanger Streifzüge eines Grüppchens von leidenschaftlich mit dem Thema Beschäftigten darstellt. Daher ist jeder, der etwas zur Vollständigkeit beitragen kann, gerne zur Mithilfe aufgefordert.