Giovanni Acerbi

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Castel Goffredo (Mantova), 14 novembre 1825
Firenze, 4 settembre 1869             

Militare, patriota e politico italiano

Figlio di Battista e di Domenica Moneta nacque a Castel Goffredo (ora in provincia di Mantova) il 14 Novembre 1825. Era nipote dell’esploratore e diplomatico Giuseppe Acerbi. Svolse fin dalla giovinezza un'intensa attività cospirativa. Fu arrestato per propaganda mazziniana nel 1847 a Pavia, dove frequentava la facoltà di giurisprudenza e tradotto a Milano nelle carceri di Santa Margherita sotto l'imputazione di alto tradimento. Liberato nel corso delle "Cinque Giornate" di Milano, durante le quali combatté sulle barricate, partecipò alla difesa di Venezia (1848-1849) e successivamente fu tra i cospiratori di Mantova (1850). Per sfuggire alla cattura dovette lasciare il Regno Lombardo-Veneto e riparare in Svizzera con don Enrico Tazzoli e Attilio Mori. Fu l'unico tra i congiurati condannati in contumacia a non essere mai amnistiato dall'Austria. A Genova collaborò con Mazzini alla preparazione del moto milanese del 1853. Nel 1859 partecipò alla guerra d'indipendenza nel corpo dei Cacciatori delle Alpi, capitanato da Giuseppe Garibaldi, col grado di sottotenente. Nel 1860 fu uno dei Mille e assunse le funzioni, con Ippolito Nievo come vice, d'intendente generale della spedizione garibaldina. Tale incarico gli venne rinnovato anche in occasione della Terza guerra di indipendenza italiana (1866), a cui partecipò sempre al fianco di Garibaldi come colonnello comandante dell'Intendenza e del 2º Reggimento Volontari Italiani dopo la rimozione del tenente colonnello Pietro Spinazzi, e nella spedizione nell'agro romano dell'anno successivo. Nel corso di quest'ultimo tentativo dei garibaldini di risolvere militarmente la Questione romana, nella notte tra il 28 e 29 settembre 1867 fu al comando della colonna che diede inizio all'invasione dello Stato Pontificio. Proclamò la prodittatura in nome di Garibaldi a Torre Alfina, una frazione di Acquapendente, e occupò Viterbo dopo uno scontro con i soldati papalini, nel quale fu ferito in modo non grave. Fu deputato, militando nelle schiere della sinistra, per il collegio di Lendinara nel periodo 1865-1867 e successivamente per quello di Gonzaga. Si trasferì quindi a Firenze allora capitale d'Italia e sede del Parlamento. Qui, a seguito di un incidente di carrozza che gli produsse una gangrena al piede, morì all'età di 44 anni. Fu tumulato a Castel Goffredo e sulla sua tomba campeggia la scritta: All'appello della Patria rispose sempre: "Presente". Nel 1917 un cacciatorpediniere della Regia Marina, in attività durante il primo conflitto mondiale, gli venne dedicato.

 

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https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-acerbi_%28Dizionario-Biografico%29/

 

 

                                                                                                 

 

facce2

Disegno tratto da Strenna-Garibaldi del giornale il Lampione di Giuseppe Garibaldi, pubblicato nel 1863

Scultura bronzea, parco pubblico di Castel Goffredo (Mantova), opera di Vindizio Nodari Pesenti, 1999

Lapide commemorativa, facciata del Palazzo Gonzaga-Acerbi a Castel Goffredo (Mantova), opera di Pasquale Miglioretti

Il cacciatorpediniere Acerbi