Quando a Fiavè c’era un lago

La storia dello scavo della torba nel Palù di Fiavè
tra malaria e palafitte

 

Questa è la storia di un lago, quello di Fiavè, che morendo diventa una palude.


Per più di 100 anni, dalla metà dell’800 alla fine degli anni ’60 del ‘900 vi si scavò la torba a livello industriale da usare soprattutto come combustibile per grandi industrie:

facendo un veloce calcolo si può ipotizzare che siano state scavate ben 150.000 tonnellate di torba.
Per conoscere altri esempi del genere bisogna andare in Lombardia o Piemonte.
Ma c’è una particolarità che renderà eccezionale questo scavo, e cioè la scoperta casuale di un villaggio di palafitte risalente all’età del Bronzo.


Cos’è una palude? È un terreno impermeabile nel quale le acque piovane o i corsi d'acqua alimentano un bacino di raccolta.


Ci sono alcuni sinonimi: per esempio acquitrino, lama - quando la palude è originata dall'accumulo di acqua di piena in zone basse -  golena  - quando la palude è originata dall'accumulo di acqua di piena in zone basse e queste si trovano tra l’argine e il corso naturale del fiume - marese, padule, pantano, stagno, maremma, acqua morta.

I modi di dire e i sostantivi che hanno a che fare con la palude, hanno tutti un significato negativo: siamo in una palude, situazione stagnante, paludamento, acque torbide, paludismo o malaria, siamo impantanati.

Per non parlare della condizione di vita stagnante, che è inerte e porta all’immobilismo e all’inerzia. E che dire di una persona paludata, vestita con abiti vistosi e di cattivo gusto, inadatti alle circostanze.
Insomma non sarà facile far vedere anche gli aspetti positivi delle paludi e del Palù di Fiavè in particolare.

Però ci sono. Eccome!



Interviste > raccolte tra il 2006 e il 2007 da Sara Caldera, Donato Riccadonna e Cristiano Zambotti;
2016 da Donato Riccadonna
Fotografie famiglia Carloni > Saveria Carloni

Ringraziamenti:

Fondazione Caritro che ha sostenuto il progetto di valorizzazione della memoria delle comunità 2006 “Te ricordet el Palù? Storia e utilizzi della palude di Fiavè dal Medioevo alle soglie del 2000”