47. Ex Colonia alpina Milanese - San Giovanni di Fassa

 

Località

San Giovanni di Fassa

Indirizzo

Loc. Vigo di Fassa, Strada Troi de Vich, 6

Utilizzo attuale

Sede APSS

Un po' di storia

Nell’ottobre del 1911 il comune di Vigo di Fassa accoglie la richiesta dell’Imperial Regio Comando militare austroungarico di Innsbruck di costruire 5 caserme più un deposito entro l’ottobre 1912, anche se i militari entrano nelle nuove caserme il 20 aprile 1913. Subito dopo la guerra le caserme vengono utilizzate dai reparti del Regio Esercito Italiano come deposito ed a ciascuna viene dato un nome: Cesare Battisti, Generale Cantore, Monte Grappa, Col di Lana e Piave. Nel 1920 l’Associazione per l’incremento dell’assistenza scolastica di Milano acquista le caserme e le converte in alloggi per ospitare orfani di guerra e figli di combattenti, dandogli il nome di Colonia Alpina Milanese. Ben presto il nome di questo edificio cambia in Padiglione Vittorio Veneto. Già dopo pochi mesi la Caserma Monte Grappa ospita i primi 50 bambini orfani di guerra o figli di combattenti. Nel 1923 un apposito comitato per l’Opera Pia Colonia Alpina Milanese raccoglie i fondi per l’arredamento e decide di intitolare il Padiglione alla principessa Jolanda di Savoia, in occasione delle sue nozze. Negli anni la Colonia si espande fino ad ospitare contemporaneamente circa 400 bambini e per questo motivo alla metà degli anni Trenta si costruiscono velocemente un refettorio e una cucina più grandi nei prati sopra il Padiglione. I due edifici, dalla forma bassa e allungata, vengono ampliati e abbelliti tra il 1937 e 1939 fino a raggiungere la capienza di circa 650 bambini. Dagli anni Quaranta la Colonia inizia ad essere utilizzata anche in inverno per le settimane bianche e gli edifici più esterni, vengono affittati dall’Opera Pia ad altri enti, tra cui i Salesiani di Milano prima e di Parma poi, ma anche ad importanti ditte nazionali che volevano garantire un luogo di vacanza per le famiglie dei propri dipendenti. A partire dall’estate 1940 e durante la seconda Guerra Mondiale la Colonia ospita anche una piccola parte dei 13.000 bambini figli degli emigrati in Libia durante il periodo fascista, fatti rientrare in Italia per una vacanza di qualche mese e rimasti per anni a causa dello scoppio della guerra. Agli inizi degli anni Cinquanta le abbondanti nevicate causano alcuni crolli negli edifici e si decide di demolirne due, creando al loro posto un campo da calcio. La Colonia continuerà ancora per molti anni ad ospitare bambini e ragazzi, sebbene con numeri minori. Negli anni Ottanta il Comprensorio Ladino di Fassa elabora un piano di utilizzo dell’area e iniziano le trattative per l’acquisto dei vari immobili della Colonia. In questo edificio vengono realizzati i Poliambulatori dell’Unità Sanitaria Locale (USL), inaugurati nel 1992. Successivamente l’Unità assume la denominazione di Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) Distretto Est, ed ora gestisce e supporta l’erogazione delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie ai cittadini del Distretto Ladino di Fassa. L’attività della Colonia prosegue fino al 2000: i Padiglioni Piave, Vittorio Veneto e Col di Lana, vengono utilizzati con il nome di Villaggio alpino milanese.

Per saperne di più

Daniela Brovadan, Serena Pederiva, Ta le caserme. Dal 1912 a archecondi-Dal 1912 ad oggi, Museo Ladin de Fascia.