17. Colonia alpina Giorgio Sartori di Serrada - Folgaria

 

Località

Folgaria, Fraz. Serrada

Indirizzo

Via Enrico Fermi, 58

Utilizzo attuale

Colonia estiva

Un po' di storia

Alla fine della Grande guerra l’Ente Comunale Assistenza (ECA) acquistò dal Demanio Militare cinque casette in località Plotta di Serrada, costruite nel 1908 dal Genio Austriaco come convalescenziario per i soldati che vi arrivavano dal vicino fronte del Pasubio. Dopo un veloce restauro, già nell’estate del 1920 venne dato avvio ad una colonia Alpina per 40 bambini bisognosi e 10 bambine provenienti dall’Orfanotrofio Femminile. In seguito sempre più bambini bisognosi di cure e rinvigorimento avevano bisogno della colonia e così nel 1926 venne costruito un ampio fabbricato che ampliò notevolmente la capienza della Colonia Alpina. Dopo la Seconda guerra mondiale la colonia visse i suoi anni di massima espansione, sempre a causa delle precarie condizioni della popolazione. In questo periodo il suo maggiore sostenitore era Giorgio Sartori, presidente dell’ECA e, dopo la sua prematura morte nel 1948, si decise di intitolargli la colonia. Nel 1948 l’ECA diede in gestione la colonia alla Pontificia Opera di Assistenza che la gestì fino al 1973. All’archivio della Fondazione Museo Storico del Trentino ci sono due quaderni che descrivono la vita quotidiana della colonia nel 1947, scritti da Enrico Guadagnini insegnante elementare di Rovereto che per alcuni anni fu direttore della colonia: alle passeggiate nei luoghi circostanti si alternano momenti di ricreazione e di istruzione sull’educazione morale e sull’igiene personale, nonché le visite giornaliere dell’ufficiale sanitario e le funzioni religiose. Quando l’Ente Comunale Assistenza venne soppresso, la proprietà della colonia passò al Comune di Rovereto e nei primi anni ’80 venne chiesto ai responsabili della sezione di Rovereto degli Scout CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) se volessero collaborare alla gestione della colonia: è così che nel 1993 nacque l’Associazione di Volontariato Giovani 2000 che si prese in carico di mettere letteralmente mano alle cinque case: già nel 1995 era pronta la prima casa (Ape) completa di dormitorio, cucina e servizi per una trentina di ragazzi. I lavori proseguirono e furono restaurate le tre case più antiche (Ghiro, Rover, Formica). Dal 2002 i giovani poterono contare anche dell’edificio “Betulla”, realizzato ex novo. Il colpo più grosso è avvenuto tuttavia con la concessione della Provincia Autonoma di Trento di un importante contributo per il restauro, il consolidamento e la ristrutturazione dell’edificio ora denominato Quercia. La capacità ricettiva è oggi importante con disponibilità per 130 ospiti nelle varie case e 100 posti per attendati nei prati. Le provenienze dei gruppi ospitati sono le più svariate: da Rovereto, da tutto il Trentino, dalle varie Regioni d’Italia e, frequentemente, anche dall’Estero.

Testimonianze

Testimonianza tratta dalla Rivista periodica a cura del museo storico in Trento “Altre Storie” Anno VII, N.17, agosto 2005, p.11.

Enrico Guadagnini, insegnante di scuola elementare a Rovereto, ricoprì per alcuni anni l’incarico di direttore della Colonia alpina estiva di Serrada.
Fra le sue carte pervenute al Museo Storico di Trento, si trovano due quaderni nei quali è registrato lo scorrere delle giornate in colonia. Alle passeggiate nei luoghi circostanti si alternano momenti di ricreazione e di istruzione dedicati all’educazione morale e all’igiene personale. Il trascorrere del tempo è scandito dalle visite giornaliere dell’ufficiale sanitario e dalle funzioni religiose. La salute del corpo, coadiuvata dalla somministrazione di purghe e i bagni di sole, si compenetra alla cura dell’anima. Le annotazioni relative ai giorni compresi tra il 14 e il 21 agosto 1947 raccontano in modo schematico le attività svolte; ne seguono alcune:
«16 sabato. Prima della colazione tutti i ragazzi prendono la purga. Dopo colazione: attività al campo; lezione di igiene: necessità della pulizia. Canti della montagna; giuochi; 1° bagno di sole. Nel pomeriggio: confessione di una quarantina di ragazzi. Dopo merenda: attività al campo; giuochi collettivi e canti. Ore 6.30 visita del dott. Boschetti».
«20 mercoledì. Passeggiata sul Finocchio. Nel pomeriggio: attività al campo. Lezione di educazione morale: il rispetto della roba altrui. Canti della montagna. Giuochi liberi, […]».

Per saperne di più

AA.VV., Le colonie per l’infanzia. Colonia alpina di Serrada, 1947: momenti di vita quotidiana, in Altre storie 2005, Museo Storico in Trento.

www.comune.rovereto.tn.it