Amilcare Cipriani

ID 45478

Anzio (Roma), 18 ottobre 1844
Parigi, 30 aprile 1918

Patriota e anarchico italiano, deputato del Regno d'Italia

Patriota e anarchico italiano, Amilcare, figlio di Felice e Angela Petriconi, si trasferisce già in fasce da Anzio verso Rimini, terra d’origine dei Cipiriani, costretto a causa delle simpatie antipapali del padre. Parte volontario nel 1859 nascondendo la vera età, e combatte «come un demone» a San Martino dove per il suo valore viene promosso caporale e assegnato al 57º Reggimento di Fanteria della Brigata Ravenna, di stanza a Tortona. Pochi mesi dopo diserta per raggiungere Garibaldi in Sicilia nella Spedizione dei Mille, qui ottiene i gradi di ufficiale. Dopo un'amnistia è integrato nell'esercito regio e partecipa alle operazioni contro i briganti abruzzesi. Distaccato a Palermo, nel 1862 diserta nuovamente, alle testa di 35 commilitoni e raggiunge Garibaldi al bosco della Ficuzza per seguirlo nell'avventura d'Aspromonte. Riesce a non farsi catturare e ripara in Grecia, sopravvivendo (soltanto lui e il capitano della nave) ad un naufragio.[2] «Sui Campi di Grecia la sua temerarietà non conosce limiti». Non potendo tornare in Italia per non finire in carcere, punta all'Egitto dove s'impiega al Banco Dervieux e lavora all'esplorazione delle fonti del Nilo. In vista della terza guerra d'indipendenza, costituisce la «legione egiziana» senza assumerne il comando, e parte per Brescia dove si arruola ancora con Garibaldi nel Corpo Volontari Italiani. Soldato semplice del 1º Reggimento combatte con valore nella battaglia di Monte Suello e in quella di Condino. Chiusa questa fase, corre a Candia a dar manforte contro i turchi. Nuovamente in Egitto, è coinvolto in una rissa: si difende uccidendo tre persone, un connazionale e due poliziotti. È il 14 settembre 1867. Parte da clandestino verso Londra dove riallaccia contatti con Giuseppe Mazzini, e vive facendo il fotografo. Ritrae la regina Vittoria e pure pare la rimproverasse perché “non stava ferma durante la posa”. Ma il periodo londinese è anche quello che matura in Cipriani il credo rivoluzionario per realizzare la giustizia di cui sente parlare da Marx ed Engels che conosce personalmente: aumenta così la sua distanza politica rispetto a Mazzini. Intanto la sua attenzione si sposta verso Parigi e la Francia. Il 2 settembre 1870 la Francia è battuta a Sedan dalla Prussia. Il giorno dopo il regime imperiale di Parigi è rovesciato. Nasce la Terza Repubblica. Cipriani accorre al fronte a combattere contro i prussiani. Il 18 marzo 1871 con un'insurrezione popolare si forma la Comune di Parigi, soffocata nel sangue il 21 maggio. Anche qui Cipriani è sempre in prima fila. Catturato, condannato a morte, commutata la pena per grazia governativa non richiesta, Cipriani è infine deportato in Nuova Caledonia. Nel 1880 viene liberato a seguito di un'amnistia, espulso dalla Francia ripara in Svizzera dove, con Carlo Cafiero progetta una sollevazione antimonarchica in Italia. Ritorna in Italia. Arriva in treno a Rimini dove spera di incontrare il padre Felice, gravemente ammalato. Sua madre è morta di crepacuore nei giorni della Comune. Cipriani «non fa nemmeno a tempo a scendere dal predellino della vettura ferroviaria che lo arrestano»; viene portato alla Rocca malatestiana dove il giorno dopo la sorella Amalia gli manda un materasso, delle coperte e alcuni indumenti. Viene processato e condannato nel 1882 a 25 anni di reclusione (essenzialmente per l'omicidio compiuto in Egitto). A suo favore si sviluppa una intensa campagna di solidarietà che unisce anarchici, repubblicani, radicali e socialisti. Più volte viene portato come candidato-protesta alle elezioni, ma la sua elezione viene regolarmente annullata. Nel 1897, si unisce volontario nella legione irregolare di Ricciotti Garibaldi a fianco dei Greci contro i Turchi Ottomani nella Guerra greco-turca (1897) per la liberazione di dell'isola di Creta dove viene ferito. Al suo rientro in Italia viene imprigionato per altri tre anni nel luglio 1898. Successivamente Cipriani si stabilisce in Francia, dove partecipa attivamente alla vita politica nelle file del partito socialista. Nel 1913 viene candidato alle elezioni dal Partito Socialista Italiano per impulso della corrente rivoluzionaria guidata da Benito Mussolini. Risulta eletto a Milano con oltre diecimila voti ma non può entrare in Parlamento per il rifiuto di prestare giuramento. Nel 1914 Cipriani solidarizza con la Francia repubblicana contro gli Imperi centrali e firma il manifesto degli anarchici pro-Intesa insieme a Piotr Kropotkin, una scelta che ha vasta risonanza anche in Italia. Ormai anziano e malato si spegne nel 1918.

 

https://www.socialismoitaliano1892.it/2019/04/15/amilcare-cipriani-il-rivoluzionario-leroe-del-popolo-dimenticato/
https://www.bfscollezionidigitali.org/entita/13853-cipriani-amilcare

 

facce2

Amilcare Cipriani

Cipriani appena liberato dalla Nuova Caledonia

Amilcare Cipriani (al centro con la stampella) con un gruppo di reduci garibaldini romagnoli dalla Campagna di Grecia del 1897. Dall'archivio della Biblioteca Libertaria Armando Borghi, Castel Bolognese (Ravenna)